freelancecamp Marina Romea 2018
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Verso il #Frelancecamp Marina Romea: Matteo Vincenti

Scritto da Silvia il 10 maggio 2018
Matteo è un copywriter, torna al Freelancecamp per capire se il suo colpo di fulmine per noi è motivato :-D

Che lavoro fai?

Copywriter. All’inizio dicevo: faccio il copy. Mi pareva una fortuna un po’ abusiva. Oggi ho imparato a dire: sono un copy. Anche se la mia mamma non ha ancora capito che lavoro faccio.

Lavori da freelance?

Sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Ho cominciato credendola una scelta obbligata. Che è una mezza contraddizione: obbligo e libera iniziativa sono concetti opposti. Ma avevo lasciato l’università a un passo dalla tesi e pensavo che l’unica via fosse la partita IVA. Mi sentivo il talento del copy senza il carattere dell’imprenditore.
Poi ho scoperto che non era così male. Nel frattempo ho fatto anche il dipendente e ora so che essere freelance è la mia natura.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 8
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 7
  • Relazioni umane: 7.

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

Mi sto dedicando sempre di più alla scrittura per il branding e il posizionamento di marca: fra cinque anni voglio vivere facendo naming, payoff e storytelling. Fra venti, cioè da grande, voglio farlo in una mia agenzia specializzata. Se riesco a trovarle il nome giusto.

Perché vieni al Freelancecamp Marina Romea?

La prima volta che ci sono venuto mi sono innamorato. Torno ogni anno per vedere se è stato solo un caso isolato.

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? Quelli di lavoro vale la pena leggerli tutti, ma nessun vangelo. Lo Zarathustra per la potenza, Carver e Hemingway per la densità e gli haiku di Issa per l’impalpabilità. Comunque nella Divina c’è già tutto. E non ci sono più le mezze stagioni.
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? Il mio coltellino multiuso, se non devo volare. Appena posso aggiusto cose, anche quando non me l’hanno chiesto. È un risvolto utile di un garbato disturbo ossessivo-compulsivo.
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Storicamente la sveglia. Ultimamente fantastico di togliere il navigatore: non potrei vivere senza ma vorrei avere più pretesti per perdermi.

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