freelancecamp Freelancecamp 2015
Sara Rigon
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Verso il #freelancecamp:
Sara Rigon

Scritto da Silvia il 13 Maggio 2015
Sara - su twitter @rgn_sr - è un medico, una figura professionale che non siamo abituati a pensare come freelancer. Porta il suo punto di vista e la sua esperienza anche in uno speech domenica 17

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Potrà sembrare paradossale, ma per me freelance è una tipologia lavorativa sullo stesso piano di quella dipendente, la differenza la fanno le proprie ambizioni e propensioni. Nella mia concezione, qualsiasi tipo di lavoro può essere un ripiego se non corrisponde alla propria visione professionale e non ci rappresenta.
Alcuni potrebbero sostenere che fare il freelance espone a rischi professionali maggiori del fare l’impiegato e forse per questo intendono il freelancismo come una missione.
Personalmente in questo momento della mia vita mi si addice fare la freelance, ma sono pronta anche a passare dall’altra parte, non si può sapere dove ti porta la vita, “solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione” (cit. James Russell Lowell).

 

Trova un’immagine che rappresenti cos’è per te il freelancismo.

sara_rigon_freelancing

“Freelance is your professional life as you want it to be”. Fare il freelance non è tutto rose e fiori, o tramonti sulla spiaggia, e chi lo è lo sa. Ho voluto creare un’immagine che sottolineasse l’obiettivo ultimo della vita da freelance: la libertà di essere ciò che vuoi e fare ciò che ti appassiona, sapendo che qualcosa costerà, d’altronde nella vita “something gotta give”.

 

Come ti immagini il Freelancecamp? O se hai già partecipato, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

Il Freeclancecamp me lo immagino come una festa, uno spazio di libertà e entusiasmo, dove scambi idee e visioni sull’attività del freelance e ascolti presentazioni innovative tra un tweet e un chiacchiera. Un luogo dove nascono amicizie e collaborazioni professionali, dove imparare cose nuove, trovare conferme a cose che hai sempre pensato (credendoti il solo e anche un po’ folle), e condividere le fatiche e le gioie dell’essere un freelance.

 

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

sara_rigon_twitter

La mia Twitter bio è la citazione di uno dei miei autori preferiti, Francis Scott Fitzgerald: “I hope you live a life you are proud of. If you find that you’re not I hope you have the strength to start all over again”.
Se parlare di sé non è facile, farlo in 140 caratteri può sembrare impossibile, eppure gli esperti sostengono sia una impedibile occasione di auto-promozione e suggeriscono di essere creativi nel presentare le proprie competenze.
Io la prendo in senso lato e se come sostiene il New York Times una twitter bio è “un’opportunità di riassumere se stessi in senso sia personale che professionale”, ho scelto uno dei valori su cui baso la mia vita: il coraggio di essere se stessi e di cambiare per esserlo.
Vero è che le twitter bio sono sempre in evoluzione quindi, probabilmente, presto cederò anche io all’auto-promozione da manuale (elenco delle capacità, dei traguardi, il lato umano e anche una buona dose di autoironia).

 

Il tuo intervento è previsto per domenica 17 maggio. Di cosa ci parli?

Domenica [titolo “Medico 3.0”] parlerò di come sopravvivere ed emergere nel mondo dei freelance anche per i freelance per caso o per forza, quelle figure professionali che nascono più dipendenti che liberi professionisti, come il medico, ma che possono scoprire i vantaggi di una vita da battitore libero. In una presentazione interattiva presenterò piccoli suggerimenti che ho scoperto nel mio cammino professionale per affrontare al meglio the “jungle gym” tra i quali come valorizzare il proprio operato ed evitare la tiara sindrome, conoscere i limiti che il genere a cui appartieni ti impone per poterli aggirare, superare i confini nazionali senza bruciare tutti i ponti.

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