freelancecamp Marina Romea 2018
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Verso il #Freelancecamp Marina Romea: Lara Piffari

Scritto da Silvia il 5 maggio 2018
Lara - corruttrice di bozze - è al suo primo Freelancecamp perché "credo che "fare il freelance" sia un vero e proprio lavoro in sé, con tanto tanto bisogno di confronto e di riflessione.

Che lavoro fai?

Mi piace definirmi “artigiana delle parole” e, quando sono in vena particolarmente burlona, “corruttrice di bozze”: lavoro come consulente editoriale, per cui contribuisco alla realizzazione delle pubblicazioni in diverse fasi, dipende ovviamente dai clienti e dai progetti. A volte a monte, scrivendo o facendo revisioni/editing, a volte a valle, correggendo bozze. Una parte del mio lavoro si concentra sull’editoria “tradizionale”, dalla narrativa alla saggistica d’arte, un’altra invece sulla realizzazione e redazione di materiali ed esercizi multimediali per libri di scuola primaria e secondaria.

Lavori da freelance?

Sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Una scelta ponderata e ben precisa: ho lavorato come dipendente per alcuni anni nell’operosa Brianza ma non riuscivo a smettere di “fare altro”, guardarmi attorno come una trottola impazzita e sperare di tornare a lavorare giorno e notte sulle parole.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 8
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 7
  • Relazioni umane: 10.

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

Tra cinque anni spero di avere un’identità professionale ben definita (anche dal punto di vista personale, dato che non si finisce mai di crescere!) e di essere circondata da collaboratori fidati con i quali condividere gioie e dolori della mia attività. Vorrei “allargarmi”, e spero che avvenga anche prima di cinque anni, anche se ho ancora molto da imparare.

Tra venti? Ehm, preferisco non pensarci, ma spero di riuscire a realizzare finalmente LA GRANDE AMBIZIONE: occuparmi contemporaneamente di editoria e di arte contemporanea.

Perché vieni al Freelancecamp Marina Romea?

Perché credo che “fare il freelance” sia un vero e proprio lavoro in sé, con tanto tanto bisogno di confronto e di riflessione… pressoché su tutto.

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? Per chi lavora nel mio campo, tutti i libri di Luisa Carrada. E poi, sicuramente, un dizionario!
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? Il pc, e credo che sia abbastanza scontato, ma anche penna rossa e matita!
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Forse Linkedin.

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