freelancecamp Marina Romea 2019
Deborah Ugolini freelancecamp

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Verso il #Freelancecamp Marina Romea: Deborah Ugolini

Scritto da Silvia il 30 Aprile 2019
Deborah è una forza della natura. Il suo talk dell'anno scorso è uno dei più citati fra i preferiti dei veterani, scommetto che riuscirà a stupirci anche quest'anno.

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Videoteller amante della comunicazione. Posso essere utile a chi deve realizzare campagne di comunicazione video, sia per la realizzazione che per il training e la progettazione; ma anche a chi abbia bisogno di un ufficio stampa o di una brand journalist.

Qual è stato il giorno più bello della tua vita da freelance? E perché?

Finora il giorno in cui ho aperto ufficialmente la Partita Iva, perché nonostante la paura e la consapevolezza che sarebbe stata dura (e ancora non sapevo quanto), da quel momento ero io che finalmente decidevo per me e per il mio destino e avrei volato o sarei affondata, ma lo avrei fatto per me.

Quest’anno al Freelancecamp ci saranno momenti dedicati espressamente a conoscerci meglio; chi vorresti incontrare?

Tutti, perché le cose preziose si nascondono sempre dove meno te lo aspetti e mi piacerebbe trovarne quante più possibile.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

Sì! [Qui il suo carnet di interviste e interventi].

E noi siamo proprio felici di rivederti! In questi anni come è cambiato il tuo modo di lavorare? Hai migliorato la gestione di tempo/soldi/clienti?

C’è ancora tanto da fare, però sto migliorando tutti e tre gli aspetti. L’organizzazione del tempo non è mai stata un problema, ma non c’è mai limite alle possibilità di miglioramento; dal punto di vista economico sto raggiungendo finalmente prezzi adeguati al mio lavoro e alla mia professionalità; non accetto più qualsiasi lavoro e qualsiasi cliente.

Torni anche come speaker, di cosa ci parli?

“Guarda bene quello che ti sto per dire”: un brufolo in mezzo alla fronte, una macchia di caffè sulla giacca, un ciuffo che non ne vuole sapere di stare al suo posto, proprio adesso che devi presentarti a un cliente nuovo, che devi trattare con un fornitore, che devi affrontare un colloquio per il lavoro che hai sempre sognato…
Partire con un apparente svantaggio non significa non poter raggiungere la nostra meta. E ne darò una dimostrazione pratica.

C’è una persona che hai conosciuto al Freelancecamp e ora è presenza stabile nella tua vita o nel tuo lavoro?

Ce ne sono diverse! Al di là di Alessandra e Silvia che in realtà ho conosciuto prima del Freelancecamp, sono tanti gli amici che sono diventati stabili nella mia vita, bellissimi rapporti che continuano tra un saluto virtuale e un aperitivo reale, anche durante l’anno, potrei citare almeno un quarto dei partecipanti; cito Barbara Pederzini e la ragione è nella risposta alla prossima domanda.

Qual è l’intervento del Freelancecamp che ti ha insegnato/colpito/cambiato di più? Perché pensi che chi non l’ha visto dovrebbe proprio vederlo?

Vorrei tanto linkarvelo, ma lo speech che mi ha colpita di più non c’è. È quello di Barbara Pederzini dell’anno scorso. Parlava di burnout e mi salva la vita ogni giorno, quindi non finirò mai di esserle grata per averlo fatto.

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