freelancecamp Lecce 2018

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Verso il #Freelancecamp Lecce: Milena Grieco

Scritto da Silvia il 24 maggio 2018
Milena si occupa di funding e relazioni pubbliche per le istituzioni. Non è freelance, viene al Freelancecamp per sentire le esperienze di persone che vivono il lavoro in modo diverso dal suo. E per portare la sua esperienza.

Che lavoro fai?

Mi occupo di funding e relazioni pubbliche per le istituzioni. Da molti anni studio e lavoro su progetti di teatro danza, con un gruppo consolidato di danzatori e partecipando a stage ed eventi.
L’attività di ricerca ed esplorazione artistica, molto spesso, mi fornisce punti di forza nel lavoro che svolgo.

Lavori da freelance?

No.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 5
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 2
  • Relazioni umane: 5.

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

Una proiezione temporale implica inevitabilmente un desiderio, quindi come vorrei vedermi fra 5 anni? Più forte ed autonoma nelle attività lavorative, aperta a più contesti e con una rete di relazioni sempre più ampia e variegata.

Fra 20 anni, mi vedo come una mature-aged worker, che è il modo più delicato per definire una signora di una certa età che lavora. Sono convinta che l’età mi darà anche più libertà: di scelta e di organizzazione del tempo.

Perché vieni al Freelancecamp Lecce?

È estremamente utile sentire le esperienze di persone che vivono il lavoro in modo diverso dal mio, mi affascina sentire le storie di chi si è trasformato come lavoratore e continua a farlo. È uno stimolo potente per me.

A Lecce farai anche un intervento. Di cosa ci parli?

“Freelance, un lavoro a corpo libero”: chi lavora da freelance ha la possibilità – e la necessità – di organizzare il proprio tempo, il proprio spazio, il ritmo e l’intensità del lavoro e si relaziona con una diversità di persone. Così come il corpo ha la possibilità e la necessità di organizzarsi in relazione agli stessi elementi.

Che bello! Ma che difficile! Parliamone.

Rudolf Laban, danzatore, coreografo e storico ungherese, ha affermato che la qualità della nostra esistenza dipende dalla qualità del nostro movimento. Da Laban prendiamo in prestito “The eight efforts”: partendo dal suo schema vediamo come possiamo esplorare varietà di combinazioni allenandoci a trovare modalità e soluzioni di composizione. Farò esempi concreti, proveremo insieme alcuni movimenti, come spunti per usare il corpo nella sua attitudine espressiva e creativa.

Utile per chi parla in pubblico, per chi espone progetti a clienti, per chi è in cerca di idee e ha bisogno di svilupparne.

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? “I quindicimila passi” di Vitaliano Trevisan.
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? Agenda e penna.
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Yoox, per salvare lo stipendio.

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