freelancecamp Freelancecamp 2015
Ivano Turi
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Verso il #freelancecamp:
Ivano Turi

Scritto da Silvia Versari il 12 Maggio 2015
Ivano porta al Freelancecamp la sua esperienza di project manager, per aiutarci a gestire meglio tempo, risorse, compiti, priorità.

 

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Le vicissitudini  che hanno portato ogni singola persona ad affrontare il mondo lavorativo come freelance sono varie, a volte opposte, non c’è solo una scelta come non è solo un ripiego. Il freelance, però, quando ha coscienza del suo stato e non lo vive come una temporaneità in attesa di qualcosa di meglio, è una persona motivata come poche a studiare costantemente, ad aggiornarsi, a creare network, a creare un proprio stile, un proprio “marchio di fabbrica”.

E questo non può che far bene al mondo professionale.

 

Trova un’immagine che rappresenti cos’è per te il freelancismo.

ivano_turi_freelance_Leonardo_self

 

Essere freelance richiede caratteristiche rinascimentali: curiosità, applicazione costante, sperimentalismo, conoscenza di tecniche e di arti, comprensione delle esigenze dei clienti, capacità di adattamento. Certo non siamo come Leonardo Da Vinci, ma la matrice di un freelance in gamba non è dissimile.

 

Come ti immagini il Freelancecamp? O se hai già partecipato, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

Ho partecipato lo scorso anno, è stata una sorpresa: l’informalità della location ha portato tutto ad una dimensione più raccolta e coinvolgente, molto suggestivo.

 

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

ivano_turi_twitter

“Chief Specialist & Web Officer in Rome
#Infographic addicted”
La mia Bio dice quello che attualmente faccio, cioè il CWO: mi occupo di tutte le strategie su Intranet, Extranet e WEB Site ma anche App della Coldiretti, a Roma.
Con una passione per le infografiche.

 

 

 

 

Il tuo intervento è previsto per domenica 17 maggio. Di cosa ci parli?

Dovendo gestire progetti digitali con numerosi fornitori esterni e con numerose risorse interne, in un clima organizzativo di costante emergenza, ho sperimentato sulla mia pelle diverse metodologie, alcune anche certificate, di project management, quasi sempre con gran fatica.
Finché non ho trovato un mio modo di affrontare le priorità, gestire i task, organizzare il lavoro per gli altri e per me stesso, senza farsi sovrastare dagli eventi. Nella gestione del proprio tempo, nell’organizzazione del proprio tempo, non c’è una formula magica o una regola valida per tutti, quindi niente case study, niente metologie preconfezionate o strumenti miracolosi, si riparte da carta e penna…

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