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Verso il #freelancecamp:
Daniela Scapoli

Scritto da Silvia Versari il 23 Aprile 2015
Daniela aka @nara_yan è la maga delle newsletter di C+B. Il suo amore e il suo lavoro convergono su una parola: scrittura. Scrive per il web, si occupa di social media, sogna un mondo in cui le donne capiscano quello che valgono. Davvero.

 

 

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Io ho iniziato un po’ per forza e senza sapere se sarebbe stato amore, causa licenziamento per chiusura aziendale. Devo essere onesta, se non avessi perso il lavoro non so se e quando sarei diventata freelance. Comunque: ora lo sono e penso che sia difficilissimo fare il freelance come ripiego, perché è una vita molto, troppo diversa da quella del dipendente. Per il momento, nonostante qualche intoppo e qualche errore dovuto all’inesperienza, mi sento bene nei miei nuovi panni.

 

Trova un’immagine che rappresenti cos’è per te il freelancismo.

daniela_scapoli_mappa-bussola

 

È una mappa con una bussola perché ho iniziato a lavorare partendo decisa in una direzione per poi scoprire anche altre cose che mi appassionano (o sono tornate ad appassionarmi molto): per il momento apprezzo le deviazioni e le sorprese di questo viaggio.

 

Come ti immagini il Freelancecamp? O se hai già partecipato, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

Sarà la mia prima volta e non vedo l’ora, anche per l’occasione di vedere e rivedere persone con cui ho stretto rapporti molto belli online (di amicizia e con qualcuno, successivamente, anche di lavoro).

 

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

daniela_scapoli_twitter

“Scrivo e mi occupo anche di social media. Sono mamma di una Bruna (e del suo gemello Spettro Autistico), e di una Bionda.
Leggera e pesantona.”

La mia bio dice proprio chi sono e cosa faccio. Una parte importante riguarda proprio una delle mie figlie e la nostra vita con l’autismo che cerco di raccontare senza melodrammi né tecnicismi, nel mio blog: la disabilità è una gran palestra in molti sensi. Sono leggera perché cerco di esserlo a tutti i costi nonostante una vocazione da “pesantona” (soprattutto quando scrivo), e un fisico ingombrante che mi zavorra a terra :)

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