freelancecamp Freelancecamp 2015
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Verso il #freelancecamp:
Anna Zattoni

Scritto da Silvia Versari il 30 Aprile 2015
Anna ha un blog che si occupa di sostenibilità ambientale e tematiche legate al green. È al suo primo freelancecamp, ma noi già sappiamo che troverà molte altre persone interessate agli stessi temi.

 

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Beh, sicuramente il periodo economico che stiamo attraversando non è dei più semplici e la strada del freelancismo rappresenta una carta in più da giocare. Per quanto mi riguarda, ho sempre amato molto mettermi in gioco e sperimentarmi, per così dire. Più che di fallire, credo si debba aver timore del potenziale rimorso di non averci provato.
Ed è proprio per questo motivo che mi piace intendere il freelancismo come una vera e propria sfida.

 

Trova un’immagine che rappresenti cos’è per te il freelancismo.

Ho scelto questa immagine perché credo si ricolleghi al discorso della sfida con se stessi.
Mi piace che alcuni scacchi siano in piedi e altri per terra, un po’ come a simboleggiare il coraggio di tentare l’avventura del freelancismo: c’è chi ce la fa e resta su e chi, invece, cade, ma solo dopo aver avuto la soddisfazione di essersi dato una chance, quindi senza rimpianti.

 

Come ti immagini il Freelancecamp? O se hai già partecipato, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

Non ho mai partecipato ad alcuna edizione, questa sarà la mia primissima volta. Mi piace pensare di trovarmi catapultata in una sorta di “salottino con la sabbia”, cioè in un ambiente friendly, piacevolmente informale, in cui poter scambiare idee ed opinioni buttando un occhio sia al monitor del computer che al mare.
Ecco, questa cosa non mi dispiace proprio per niente!

 

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

anna_zattoni_twitter

“MyHumus è un viaggio avventuroso tra persone e realtà che compongono il territorio italiano.”

MyHumus è il mio blog e, al suo interno, scrivo a proposito di sostenibilità ambientale e di tematiche legate al green.
Per i non addetti ai lavori, l’humus (da non confondere con l’hummus, che è buonissimo, per carità, ma che è anche tutt’altra cosa!) è un fattore indispensabile per la salute del terreno.
Anche le persone che intervisto, grazie ai progetti che portano avanti, sono componenti indispensabili alla società in cui viviamo: credo che rappresentino un preziosissimo valore aggiunto.

 

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