freelancecamp Marina Romea 2018
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Verso il #Freelancecamp Marina Romea: Maria Antonia Bietolini

Scritto da Silvia il 30 marzo 2018
Maria è copywriter freelance e anche micro-imprenditrice, "piuttosto che essere costretta ogni giorno a certe dinamiche, preferisco le ansie nate dalla libertà."

Che lavoro fai?

Lavoro… al plurale: ho lavori su più fronti.
Da una vita sono copywriter, prima in agenzie e da molti anni freelance. Ho fatto molte campagne, ma non solo; e non ho solo lavorato sulla scrittura “pura”. Anche per il fatto che negli ultimi 15 anni ho lavorato direttamente con le aziende, gran parte della mia attività ha riguardato le strategie e la responsabilità di progetti completi, agendo di fatto come collaboratore dei clienti.
Qualche anno fa ho anche iniziato a scrivere per un piccolo magazine di formazione professionale e due anni fa l’ho rilevato, diventando quindi anche micro-imprenditrice. Investire nell’editoria è un quadruplo carpiato con avvitamento… diciamo che in quanto a nuove avventure non mi faccio mancare niente!

Lavori da freelance?

Sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Per me lasciare il posto in agenzia è stata una scelta, sentivo che nella multinazionale in cui ero apprezzavano il lavoro fatto con clienti molto strategici e, avendo (come tutti i creativi) già dei lavori extra ho pensato fosse il caso di sfruttare questa cosa lavorando in strutture più piccole e b2b.
Certo, ogni tanto quando rincorro un pagamento o nei momenti di stanca penso allo stipendio fisso, che era mica male, e a quanto la vita fosse più facile… Ma piuttosto che essere costretta ogni giorno a certe dinamiche, preferisco le ansie nate dalla libertà.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: Ho avuto belle soddisfazioni, l’ultimo biennio è invece risibile (o inquietante), ma ho fatto una nuova scelta imprenditoriale e sto investendo su quella, quindi ok.
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: Punto dolentissimo! Ai ritmi dei freelance e dei clienti sia aggiunge la mia componente genetica stakanovista, vorrei sempre fare e dare di più e a volte mi faccio un po’ fagocitare. Sono cintura nera in insonnia!
  • Relazioni umane: A volte soffro un po’ l’isolamento del freelance, passi giornate al Mac e senti solo persone collegate al lavoro. Però mantengo solidi rapporti – e devo dire che alcune delle amicizie più significative sono nate da contesti di lavoro. Il mio nuovo socio è un ex cliente! L’isolamento lo avverto di più in termini di aggiornamento e confronto: quando lavori da solo cresci meno. Anche per questo trovo splendida l’idea del Freelancecamp!

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

… Con altri chiletti di troppo (spero finalmente sulle tette, sul girovita abbiamo già dato!).
Sul fronte professionale onestamente non saprei: se il mio progetto cresce mi vedo con tante persone nuove e spesso in giro – viaggiare è la mia passione, anche per lavoro mi va benissimo!
Sennò mi inventerò una terza o quarta vita. In ogni caso, dopo tanta scrittura per gli altri, nei prossimi anni lavorerò anche a miei libri; e affinerò la mia parte creativa visiva, riprendendo a disegnare e migliorando la fotografia.
Il libro che ho in testa è quasi un carnet di viaggio… In realtà avrei dovuto fare l’art, chissà, magari farò quello da senior!

Perché vieni al Freelancecamp Marina Romea?

Per confronti, incontri, imparare cose nuove, scambiare chiacchiere con belle persone curiose e affini.
Poi seguendo (e anche pubblicando) Alessandra e Gianluca sapevo che sarebbe stata una figata (ooops!).

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? Una bella raccolta di citazioni, ti salvano qualsiasi lavoro o presentazione! E poi un bel Calvin e Hobbes: ti rasserena anche dopo la peggiore incavolatura, o nei momenti di stress da consegna ;)
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? IPpad, un libro, il quaderno moleskine cicciotto dei lavori e quello sottile a pagine bianche per i miei pensieri e disegni, qualche matita colorata, lo “spruzzino” del mio profumo preferito.
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Ne ho già eliminate ennemila, a partire da Whatsapp. Mi piacerebbe poter cancellare il calendario, ma forse è un desiderio troppo ambizioso…

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