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Valeria Gennari: “amo l’autonomia da freelance, meno il bilico sul burn-out”

Scritto da Silvia Versari il 9 Maggio 2023
Valeria è al primo Freelancecamp, vorrebbe che la narrazione della partita IVA come "ricordati che devi morire di tasse" cambiasse. Direi che è nel posto giusto!

Chi sei, cosa fai, a chi puoi essere utile?

Mi chiamo Valeria, ma sul web è più facile trovarmi sotto l’alias Mangrovio.
Mi occupo di web design, testi e soluzioni digitali e lavoro con piccole e medie realtà accompagnandole nella loro crescita online. Ho sempre amato tutto ciò che riguardava i computer, i videogiochi e l’online e dopo una parentesi da project manager per le traduzioni ho deciso di riconciliare il mio lato nerd e la mia professione, lavorando online prima come assistente virtuale e poi arrivando all’assetto attuale di Mangrovio. All’interno del nostro piccolo gruppo sono quella più concentrata sull’aspetto tecnico di siti e progetti.

Finalmente ci vediamo dal vivo! Cosa ti aspetti da questo incontro? 

Sono felice di incontrare tanta gente con cui interagisco solo online e di conoscerne di nuova!
Negli ultimi anni ho un po’ trascurato la socialità e sono felice di tornare a far rete con la gente figa del Freelancecamp!

Ci dici qual è per te l’aspetto migliore dell’essere freelance? E l’aspetto peggiore?

L’autonomia: soffro il lavoro quando è una costrizione, la schiavitù del cartellino del timbrare, le attività che “si sono sempre fatte così”.
Essere freelance significa davvero fare quello che sento di saper far meglio con la possibilità di crescere, cambiare, migliorare. Amo poter scegliere su cosa lavorare e con chi lavorarci. Amo la flessibilità di poter gestire la mia vita fuori dai paletti di orario stabiliti da qualcun altro.

L’aspetto peggiore è che difficilmente riesco a staccare la testa dal lavoro. Anche durante le vacanze, le pause, il mio cervellino è sempre acceso, anche solo in cerca di ispirazione! E del lavoro in azienda mi manca la “serenità” di sedermi alla scrivania e sapere che il lavoro da fare era lì ad aspettarmi senza doverlo cercare, vendere, fare video, fare storytelling, pensare al branding, agli adv… insomma, l’aspetto peggiore è il burnout dietro l’angolo!

Metti che facciamo una banca del tempo dei freelance: cosa offri e cosa cerchi?

Offro supporto sugli strumenti digitali migliori per noi freelance, dal proprio sito alla gestione della mail alle piattaforme di project management!
Cerco supporto per imparare a non pensare sempre al lavoro!

Nel Freelancecamping che vorrei c’è un talk che parla di…

Come ci possiamo impegnarci singolarmente per migliorare la narrazione della Partita IVA, che è ancora tutta “ricordati che devi morire di tasse”.

Cosa vorresti oltre ai talk, le gite, le passeggiate, le grigliate, la spiaggia…?

Sono al primo Freelancecamp e mi sembra ci sia già tantissimo, non so ancora cos’altro potrei chiedere!

Lavori come freelance? Torneresti indietro?

Lavoro come freelance dal 2017 per scelta e non tornerei mai indietro!

Un po’ di spazio libero alla Marzullo: vuoi farti una domanda e darti una risposta?

No, sono introversa e penso di aver detto già tanto! 🤣

Se facessimo il karaoke (che ti assicuro, non faremo!) che canzone canteresti e con chi? Non lo faremo mai, quindi scatena la fantasia in tranquillità :-D

Gli anni” degli 883.

Trovi Valeria su:

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