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Simone Giacomelli: informatico e marketer

Scritto da Virginia Bicchi il 5 Ottobre 2022

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile

Sono un informatico carambolato sul marketing digitale: una volta scoperto che spendere i soldi degli altri può essere un lavoro, mi sono dedicato a farlo su più piattaforme e con una strategia. Per essere coerente, quindi, direi che posso essere d’aiuto a chi ha un bel progetto e vuole sapere qual è il modo migliore per investirci.

Una cosa che in cui sei bravə e una che vuoi migliorare nella tua gestione del cliente o del lavoro da freelance?

Mi piace l’approccio analitico che ho sui progetti, molto meno il modo in cui (non) riesco a valorizzare il mio lavoro.

Quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda gli aspetti economici, le relazioni, la gestione dei tempi di vita e di lavoro?

Da 1 a 10 dico 7, di incoraggiamento (che ce n’è bisogno)

Macchina del tempo: torni indietro e ti incontri alla soglia dell’apertura della partita IVA. Datti un consiglio: “col senno di poi…”

… vedi che hai anche buone idee? Però alza un po’ quelle fatture.

Nel Freelancecamp che vorrei c’è un talk che parla di…

Gestione economica e finanziaria, investimenti, accantonamenti

Hai già partecipato al Freelancecamp?

Si

Tizio, Caia e Francə sono al loro primo Freelancecamp. Cosa dici loro per accorglierl3? Cosa si devono aspettare?

Che bello vedervi, avete fatto un’ottima scelta! Questo è un appuntamento a cui partecipano persone che hanno voglia di fare nuovi incontri e confrontarsi, quindi è molto facile trovare opportunità di crescita e di lavoro in un atmosfera rilassata e amichevole. Solo un “monito”: perché tutto funzioni al meglio ognuno deve fare la sua parte, mettersi in gioco e essere se stess*!

Consiglia a Tizio, Caia e Francə un talk imperdibile degli anni passati. Perché dovrebbero guardarlo assolutamente?

Direi Confessioni di una slash worker, di Chiara Battaglioni, per tre ragioni: parla di una condizione comune a molti freelance (ma non solo), quindi probabilmente può aiutare anche chi è “nuovo” a sentirsi compreso e parte di una comunità; è un intervento a metà tra esperienza personale e consigli, quindi una buona sintesi di cos’è un talk del Freelancecamp; e “slash worker” è una definizione che è rimasta nel tempo, segno che ha colto e tutt’ora fotografa in modo efficace una situazione diffusa.

Ricordi perché hai partecipato la prima volta? Cosa cercavi? L’hai trovato o hai trovato qualcosa di diverso? Hai conosciuto qualcunə che hai continuato a frequentare?

Ho partecipato la prima volta su consiglio di una persona che già conosceva il Freelancecamp, aspettandomi persone che avevano più esperienza di me sul mondo dei liberi professionisti. Ed effettivamente è stato così, ma quello che mi ha sorpreso in positivo è la predisposizione al confronto, la disponibilità e la gentilezza che ho trovato in ogni partecipante.

Scegli una canzone e dedicala a unə freelancecampista (anche a qualcunə che non conosci ma che vorresti conoscere!).

Nell’intervista di un’edizione precedente veniva chiesta la canzone che abbinavamo al Freelancecamp. Io scelsi “Take me home, country roads” perché dopo la prima, ogni edizione è come tornare a casa e ogni ripartenza è un po’ nostalgia. Ecco, la mia risposta oggi è la stessa e la dedica a chiunque partecipi – ma soprattutto a chi è alla sua prima edizione – con l’augurio che possiate ritrovare nel Freelancecamp le stesse mie sensazioni.

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