freelancecamp Freelancecamp 2014
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Verso il #freelancecamp:
Silvia Siro Versari

Scritto da Alessandra il 31 Marzo 2014

[con mio grande stupore ho realizzato che Silvia è al suo primo Freelancecamp; ci incrociamo tutti i giorni in rete o a qualche evento, ero convinta che fosse già una veterana! Su Twitter la trovate come @SilviaVersari, il resto dei link utili è qui https://www.vizify.com/silvia-versari/links]

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Per me fare la freelance è un’opportunità.

Quando mi è stato proposto di aprire partita iva per continuare una collaborazione che era di fatto da dipendente ho detto di no.

L’ho aperta invece due anni dopo – due anni fa – incinta della seconda figlia, in uno slancio in bilico fra l’utopia e l’incoscienza. Ero pronta per darmi un’opportunità di fare finalmente quello che volevo. Mi correggo, per fare finalmente quello che sono. E ne sono contenta. Per ora sono il miglior capo che io abbia mai avuto, sto anche imparando a credere in me.

Trovaci un’immagine che rappresenta per te il freelancismo

lavorareduro

Avevo in mente una bella immagine che ho usato in un mio post sulla corsa: una donna corre su una scogliera fino ad aprire le braccia e spiccare il volo. Simbolica.

Poi invece ho scelto questa perché è la realtà. Il mio ufficio sono io, la scrivania non conta. Essere freelance mi permette di conciliare famiglia e lavoro, anche se ciò spesso significa lavorare a orari assurdi e in modi e luoghi improbabili.

Come ti immagini il freelance camp?

È il mio primo freelance camp, la mia freelancità è giovane, ma ho partecipato al Romagna Camp l’anno scorso e direi che me lo immagino uguale: tantissima energia e gente incredibile e generosa, che mette in condivisione idee e risorse, in una creazione di rete reale, tangibile, vera. Tutto questo al prezzo di una birra, e in più ti danno anche la birra.

L’anno scorso ho portato a casa talmente tanti spunti che alcuni li sto recuperando e capendo ora, a distanza di quasi un anno.

Qual è la tua Twitter bio? Ce la spieghi?

twitterbio

Artigiana delle parole, operaia della comunicazione, wordaholic. Abbastanza ubiqua.

È quello che sono: nella vita, e di mestiere, scrivo. “Mestiere” appunto: come l’artigiano mi sporco le mani, impasto, modello, e poi cesello, limo, spesso distruggo. Come l’artigiano non separo la vita dal lavoro, perché io sono, non faccio. Operaia della comunicazione perché in un mondo di guru che teorizzano io sono un piccolo soldatino: faccio. Wordhaolic si spiega da solo: incontinenza verbale, in entrata e in uscita.

L’ubiquità è manifesta, io già di mio ho sempre le mani in pasta in mille cose, poi l’internet ha dato una bella spinta a questa mia tendenza.

La foto sullo sfondo non è casuale: bambini (una è la mia) davanti al doppio focolare che aspettano che qualcuno racconti loro una storia. Nello schermo o davanti al fuoco, non importa.

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