freelancecamp Roma 2018

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Verso il #Freelancecamp Roma: Giacomo Neri

Scritto da Silvia il 29 settembre 2018
Giacomo è partito da freelance per iniziare a scalare la Fantomatica Scala della Libertà™️. Cos'è? Ce ne parlerà al Freelancecamp.

Che lavoro fai?

Creo e promuovo corsi di formazione online (decenti :)).

Lavori da freelance?

No.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Una scelta, un primo difficile gradino sulla Fantomatica Scala della Libertà™️.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 8
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 10
  • Relazioni umane: 7.

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

Fra 5: consolidato e maturato le aziende che seguo ora, per cui mi sono reso superfluo. Sono CMO dell’azienda di giochi di soldatini per grandi :D che nel frattempo è diventata leader nel mondo per questa nicchia (sto lavorando a un Kickstarter che ci sarà a Febbraio 2019 dove proviamo a fare il primo gioco).

Fra 20: questa è difficile. Mi hai messo in crisi sai? Dovrei pensarci bene… ma di sicuro vorrei meno computer-time. E lavorare in altre industrie (es. cinema/teatro/spettacolo/videogiochi). E qualche figlio in più.

Perché vieni al Freelancecamp Roma?

Per:

  • conoscere altri freelance
  • raccontare la mia storia sperando che sia utile a qualcuno
  • vedere un vecchio amico di università che vive a Roma :D

Porterai un talk dal titolo “Come ho scalato la Fantomatica Scala della Libertà™️”. Cos’è questa Scala della libertà?

Ho iniziato a fare il freelance per poter decidere su cosa lavorare ed essere padrone del mio tempo. Poi quando ho iniziato a pormi la questione di come avrei “fatto carriera” da autonomo, ho capito che ero solo al secondo gradino di una fantomatica Scala della Libertà.
Nel gradino precedente c’erano gli impiegati (e le finte partite IVA, dio le benedica!). In quello successivo c’erano i Consulenti con la C maiuscola. Quelli per capirci che alla fine dei conti riescono a fatturare 500€ o più a giornata, più o meno regolarmente e senza troppissimi problemi.
Al gradino ancora più su ammiravo i mitici imprenditori, quelli che avevano costruito una macchina che non dico andava da sola in stile 4-hour-work-week… però comunque erano sicuramente più padroni del loro tempo e delle loro decisioni.

Nel talk vorrei raccontare di come ho scalato questa fantomatica scala e in particolare condividere cosa è andato bene (e STORTO!) nei 6-7 anni in cui ho fatto questa evoluzione. Nello specifico vorrei raccontare:

  • di come e perché non ho nemmeno provato a fare l’architetto appena laureato
  • di come ho fatto il salto a consulente mentre vivevo a Copenhagen
  • di come ho fatto il salto a imprenditore facendo partire (in società con altri!) 2 imprese di formazione online: studynova.com e maternityasamaster.com (inclusi 2 anni precedenti persi in fallimenti e cose stupide). Il tutto mentre tenevo comunque un piede nella attività più sicura da consulente
  • infine di come tutto questo ora mi permette di sposare l’idea della cosiddetta “portfolio career” e, senza esagerare, seguire le mie fantomatiche passioni.

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? The School of Life Dictionary.
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? Cuffie anti-rumore.
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Uber: sono cattivi e ne abuso troppo… ma è troppo comodo, sigh ¯\_(ツ)_/¯

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