freelancecamp Freelancecamp 2014

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Verso il #freelancecamp:
Roberta Zantedeschi

Scritto da Alessandra Farabegoli il 14 Aprile 2014

[Oggi intervistiamo Roberta Zantedeschi, aka @robyzante; l’anno scorso è venuta al Freelancecamp col pancione, quest’anno ci presenterà Ettore :-) Online la trovate, per lavoro, su www.pakarangi.it e, per leggere di cibo e dintorni, su www.ratatouillenonsolocibo.it]

Molti pensano che fare i freelance sia un ripiego, magari perché non si trova lavoro, altri che sia una missione. Tu come ti poni?

Io sono una ex-dipendente a tempo indeterminato pentita e convertita al freelancismo! Sono una che ha abbandonato l’agognato (da molti ma speriamo sempre meno) posto fisso e ben retribuito, che la lasciato un’azienda peraltro in crescita per vivere nell’instabilità… per vivere insomma! Non mi sento per questo una missionaria bensì una professionista che ha deciso per un po’ di autonomia e di “libertà” (le virgolette sono volute… la libertà del freelance potrebbe essere un tema da trattare a parte).

Sono una persona convinta che in ciascun lavoratore dovrebbe esserci un piccolo freelance, anche in chi preferisce restare dipendente (e buon per lui)! Sono un’entusiasta sostenitrice del lavoro come strumento di crescita e di sviluppo personale e civile e sogno un mondo fatto di persone che amano ciò che fanno nonostante tutto ed in qualsiasi forma (e quindi sono anche un’idealista impenitente).

Trovaci un’immagine che rappresenta per te il freelancismo

tutti insieme

Freelancismo significa trovare un modo diverso per fare le cose, abbandonare schemi e impostazioni “tradizionali” per re-inventarsi con le risorse e i limiti che ciascuno ha, in modo più snello, (più lean possiamo dire) o semplicemente più aderente a chi si è. In quest’ultimo anno per me quindi essere freelance ha voluto dire conciliare la vita lavorativa con quella di neo-mamma facendo di tante cose un tutt’uno: modalità non semplice ma gratificante (santa fascia).

Però questo ho potuto farlo solo perchè collaboro con altri freelance e professionisti davvero in gamba, convinti che un modo diverso per fare le cose c’è… e funziona pure! Quindi per me feelancismo significa anche condivisione e collaborazione, a tutti i livelli.

(nella foto ci sono, oltre a mio figlio che per molti mesi mi ha accompagnato ovunque, Andrea Pozzan mio collega all’interno di Competenze in Rete e Paka Rangi e Alice Massignani, consulente all’interno di STV Selezione)

Tu che hai già partecipato al Freelancecamp, come te lo immaginavi e cosa hai portato a casa?

Sono una fedelissima del Freelancecamp e ogni volta mi porto a casa una vagonata di entusiasmo e di motivazione, così tanta energia positiva che per una settimana la distribuisco a destra e a manca. Gli scorsi anni sono rientrata anche con informazioni utili al mio lavoro, conoscenze interessanti, suggerimenti, consigli, idee e soprattutto persone: il grande valore di questo evento -per me- sta nelle persone, nelle relazioni e nello scambio reciproco.

E poi scusate ma il divertimento dove lo mettiamo?

Qual è la tua Twitter bio? ce la spieghi?

“Freelance per scelta, foodblogger per diletto, contraddittoria per natura, stabilmente instabile e mi piace così!”
C’è poco da spiegare… sono io, nel bene e nel male :-)

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