freelancecamp Punta Marina 2021

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Gente del Freelancecamp: Roberto Sorrentino

Scritto da Silvia Versari il 6 Settembre 2021
Roberto è un designer, il suo better normal è fatto di inclusione, intesa come rappresentazione di una normalità che è già qui ma non è rappresentata. Viene al camp soprattutto per imparare dal confronto con gli altri, ma salirà anche sul palco per parlare di un argomento che ci è caro: la sindrome dell'impostore.

In poche righe: chi sei, cosa fai, a chi puoi essere utile?

Un impostore (ma in via di guarigione!). Ma anche marito, padre gemellare, attore teatrale per passione. E lavoro come designer. Ma non faccio le sedie (cit. C. Frinolli). Mi occupo di progettazione di servizi per esperienze on life. Tipicamente si tratta di esperienze che hanno touchpoint on e off line. La mia esperienza può essere utile a chiunque debba compiere il primo passo e uscire dalla propria zona di comfort. Come designer posso essere utile per avere una visione complessiva di un servizio esistente o da creare: per comprendere i problemi da risolvere, ipotizzare delle soluzioni insieme e testarle sugli utenti reali.

Come è cambiata (in meglio) la tua vita negli ultimi due anni?

Gli ultimi due anni hanno segnato il mio percorso per migliorarmi e tornare a divertirmi mentre lavoro. Mi sono messo in discussione, e con molta cautela, sono uscito dal mio guscio. Ho commesso degli errori e fatto delle scelte spinto dal mio senso di inadeguatezza. Sono al Freelancecamp per condividere i miei errori, capire se sono comuni e prepararmi a farne di nuovi.

Di cosa ci parlerai?

Come sconfiggere il vostro impostore. Non fatelo“. In sostanza utilizzo un po’ di letteratura e la mia esperienza personale per invitare il pubblico a ragionare sul proprio impostore, per individuarlo e limitarlo.

Cosa vorresti fare, o cosa vorresti vedere intorno a te, per costruire davvero un better normal?

Vorrei vedere più normalità (quella che vediamo nei parchi, nelle scuole e al supermercato) raccontata sui media mainstream. La realtà che viene raccontata è spesso fatta da: maschi, etero, cis, bianchi, occidentali, normodotati. Ti faccio degli esempi:

  • persone con disabilità
  • bambini di colore
  • mamme single.

Chi racconta e rappresenta queste persone e le loro storie? Vorrei vedere meno vite patinate e perfette ma più vite reali con le loro difficoltà e le loro speranze. E mai, mai, mai vorrei che queste storie venissero raccontate per compassione ma semplicemente per quello che sono, vite reali.

Lavori come freelance? Da quanto tempo? È stata una tua scelta o un obbligo? Torneresti indietro?

Non so se sono un freelance. Diciamo che mi sono creato una nuova zona di comfort fatta di collaborazioni di lungo periodo che mi permettono di avere un orizzonte temporale che, nel medio periodo, mi garantisce le entrate sufficienti. Navigo tra il freelance e il lavoro da dipendente da due anni. E sì, è stata una mia scelta. Molto, troppo, ponderata. Più procedo, più acquisisco sicurezza e chiarezza del mio percorso. No, non tornerei indietro.

Perché parteciperai a questa edizione del Freelancecamp? Cosa ti aspetti? Cosa speri che accada?

Sono qui per il confronto e per imparare dagli altri. Sono qui per esporre e dire la mia, perché sono aspetti su cui devo migliorare. Mi attendo partecipazione e persone che affrontano le mie stesse difficoltà. Sarebbe fantastico se da qui potessero partire dei progetti con altri colleghi freelance.

E infine: scegli una canzone che per te rappresenta il concetto di better normal

Questa mi manda in crisi…. Comunque dopo lungo studio, eccola! Erlend Øye & La Comitiva “Paradiso”.

Erlend è il “rosso” dei Kings of Convenience che nel 2012 si trasferisce dalla Norvegia a Siracusa. La canzone coglie quello che accade esattamente in queste settimane nelle località di mare del Sud. Le comitive si spaccano: chi lavora e studia fuori parte, mentre altri restano. Il better normal dovrebbe essere fatto di movimenti liberi come ha potuto fare Erlend e chi, come noi, ha questo privilegio che dovrebbe invece essere normalità. Tutte e tutti meritano più opportunità lì dove sono nati. Tutti e tutte meritano di crearsele altrove. Le frontiere non devono uccidere.

Grazie, e arrivederci a Punta Marina!

Trovi Roberto a questi link:

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