freelancecamp Punta Marina 2021

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Gente del Freelancecamp: Roberta Zantedeschi, Elena Bobbola e Marie Louise Denti

Scritto da Silvia Versari il 2 Settembre 2021
Ma guarda lì che trio inedito e bellissimo! 3 professioniste incredibili, che frequentano il Freelancecamp da tanti anni, e che in questi annihanno fatto molti talk: singolarmente, in coppia in presenza, qualche volta in coppia a distanza (con una delle due evocata in santino), ma mai in 3! Ci parleranno di comunicazione come "killer skill".

In poche righe: chi siete, cosa fate, a chi potete essere utili?

Roberta Zantedeschi (RZ): sono una HR Business Writer e una formatrice freelance, mi occupo di scrittura e comunicazione efficace all’interno delle aziende.

Marie Louise Denti (MLD): sono una visual design specializzata in presentazioni e brand. Sviluppo progetti di comunicazione dedicando particolare attenzione all’equilibrio tra parole e immagini.

Elena Bobbola (EB): sono una progettista visiva e dal 2004 mi sono specializzata nella Comunicazione Interna, soprattutto nella sua parte visiva e multimediale.

Insieme abbiamo sviluppato “Menocircolaripertutti”, un progetto di comunicazione interna per una comunicazione efficace, sostenibile ed ecologica nelle organizzazioni aziendali.

Avete fatto vari talk in questi anni, singolarmente, in coppia (qualche volta in coppia una in presenza e una in santino), ma mai in 3! Di cosa parla il vostro talk?

In presenza e in 3, pensa un po’ che rivoluzione! Il nostro talk sarà “Fai della comunicazione la tua killer skill“.
Parliamo di comunicazione. Per vendere, per coinvolgere, per motivare, per progettare, per collaborare, per proporre e proporsi, per gestire i cambiamenti e i momenti difficili, per condividere idee, valori, successi. Chi lavora in proprio sa che comunicare è essenziale ma spesso non si sofferma su cosa significhi comunicare e su quanti e quali strumenti può fare affidamento. Anche una mail è comunicazione, anche un’offerta commerciale.
Parole e immagini sono gli ingredienti a tua disposizione e possono fare magie se ben utilizzati. Creano la tua comunicazione e questa può diventare la tua killer skill.

Come è cambiata (in meglio) la vostra vita negli ultimi due anni?

RZ: Domanda complessa per una che ha cambiato business e luogo di lavoro in pieno primo lockdown e sta ancora cercando un equilibrio. Direi che mi sto occupando di tematiche per me importantissime rispetto al futuro del lavoro e che ho la sensazione di produrre del cambiamento. Bellissimo è aver portato la scrittura nel mio lavoro (a molte delle interviste precedenti dicevo che era il mio obiettivo). Infine, c’è anche una maggior sicurezza di me, una fiducia che si sta consolidando nonostante la sindrome dell’impostore.

MLD: Ho eliminato gli spostamenti inutili moltiplicando il tempo per dedicarmi alla progettazione dei contenuti, alla formazione e alla famiglia. Ho cambiato il mio modo di lavorare [da casa e quasi esclusivamente da remoto].

EB: Finalmente si sta imparando sul serio a lavorare per obiettivi e senza esercitare più il controllo sulle ore di presenza fisica delle persone negli uffici come misura della produttività dei singoli sul progetto.
Per me, negli ultimi due anni la parola chiave è stata ORGANIZZAZIONE (per me che sono una procrastinatrice cronica, un bel cambiamento) e soprattutto CALENDARIO CONDIVISO con la mia partner in slide Malou che nel mezzo della crisi pandemica si è trasferita a Londra, quindi con un altro fuso orario.
Meno perdite di tempo e i “rami secchi” sia nel lavoro che nel privato si sono staccati da soli.

Cosa vorresti fare, o cosa vorresti vedere intorno a te, per costruire davvero un better normal?

RZ: Vorrei per me la leggerezza e l’ironia necessarie a prendermi meno sul serio (e non credo di essere l’unica ad averne bisogno, ma resto umile e parto da me). Vorrei che si compisse l’onlife, una vera integrazione tra digitale e analogico, per ora siamo troppo presi a discutere quali dei due piani sia migliore per costruire qualcosa di utile. Vorrei che le aziende facessero il primo passo per costruire una cultura del lavoro più trasparente e rispettosa, da entrambi i lati. Vorrei anche che le patatine avessero meno calorie, ma forse questo è off topic.

MLD: Vorrei agire con maggiore consapevolezza nel mio lavoro sia per quanto riguarda i temi legati all’inclusione sia per quanto riguarda i temi legati alla sostenibilità.

EB: Vorrei smettere di sentire dire “quando torneremo come prima allora sì che [inserire-cosa-a-caso-nostalgico-lamentosa]”. Io penso non tornerà più nulla come prima, che bisogna prenderne atto e andare avanti facendo tesoro di alcuni insegnamenti che la crisi pandemica ci sta lasciando. Due anni fa avreste mai pensato che saremmo riusciti a entrare ad esempio al Colosseo facendo solo 5 minuti di coda perché i turni di ingresso son così ben distribuiti da non creare assembramenti né code sotto il sole?

Avete già partecipato a (decisamente più di) un Freelancecamp; c’è un talk che vi ha insegnato qualcosa di utile e che vorreste consigliare?

Sulla fiducia” di Nicola Bonora. Va visto perché Nic ha ragione, ma nell’avere ragione è anche simpatico e leggero. E perché la fiducia oggi è l’obiettivo a cui deve puntare qualsiasi professionista.

E infine: scegliete una canzone che rappresenta il concetto di better normal

“Freedom” dei Rage Against the Machine perché tutti sappiamo che stiamo contando all’indietro fino allo zero ma andiamo avanti lo stesso.

Grazie, e arrivederci a Punta Marina!

Trovi Roberta, Elena e Marie Louise qui:

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