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Gente del Freelancecamp: Sara Rossi

Scritto da Silvia Versari il 16 Marzo 2021
Sara è grafica e web designer, in questo anno ha "raffinato lo sguardo per sorridere 'al di sopra' della mascherina".

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Sono una grafica e web designer. Lavoro per rendere le aziende riconoscibili e lo faccio scavando a fondo per poi concentrarmi sulla visione di insieme.

Questo approccio nasce dalla formazione molto tecnica che ho fatto durante gli studi, partendo dalla tipografia e dalle regole classiche di impaginazione editoriale. Grazie al tempo e all’esperienza mi sono appassionata al digital e ho scelto di specializzarmi nel costruire piccoli siti e materiali da saper gestire in autonomia.

La comunicazione è una risorsa importantissima per chi ha necessità di farsi notare, per questo cerco costantemente di mettermi in gioco e di affrontare nuove sfide. 

Come hai vissuto questo anno di lavoro e tutti i cambiamenti dovuti alla pandemia?

Con grandi respiri e spirito di adattamento. Lavoro da 7 anni a casa, con una stanza dedicata al mio ufficio, per cui mi son sentita più fortunata di altri nel gestire lo spazio e il tempo. Ho fatto più fatica a rinunciare al silenzio quando anche mio marito era in smart working ma siamo stati molto a pattuire i confini tra lavoro e vita.

Il lavoro e le abitudini sono stati stravolti. Ho visto pian piano scemare i progetti che annualmente seguivo come la comunicazione di eventi o la creazione dei menù cartacei per i ristoranti. Con alcuni clienti c’è stato confronto attivo che a volte ha portato a un affettuoso arrivederci, in altri casi ha fruttato nuovi stimoli per provare a fare online quello che prima era su carta.
Tutto sommato sono riuscita a sfruttare le mie competenze trasversali per venire incontro a esigenze nuove senza crogiolarmi sulle mancanze. Sono andata avanti anche grazie al sostegno dei professionisti con cui collaboro.

Dopo un periodo intenso ho deciso di fermarmi un mese intero. Per la prima volta e nonostante la paura di “chi si ferma è perduto” ho deciso di dedicare un periodo al recupero delle energie e dell’entusiasmo.

Il 2020 mi ha dato una spinta nuova. Ho cambiato lenti e visto risorse che non sapevo di avere. Ora so che ho uno zaino sempre pieno di strumenti che posso utilizzare a prescindere dalle piattaforme e dai contesti e questo è un grande insegnamento di vita che mi fa sperare nel futuro.

Cosa ti porterai dietro di questi cambiamenti anche quando torneremo a poter viaggiare e incontrarci?

Ho raffinato lo sguardo per sorridere “al di sopra” della mascherina e ho voglia di ritagliare ancora più tempo di qualità per favorire lo scambio di idee con i clienti.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

No.

Perché parteciperai all’edizione online del Freelancecamp? Cosa ti aspetti? Cosa speri che accada?

Inizialmente mi sono iscritta per curiosità, poi ho capito che potrebbe essere una gran risorsa perché credo nelle relazioni e sento che posso sentirmi capita. Voglio sicuramente mettermi in ascolto e imparare da tutti voi!

Sei già nel Freelancecamp Club?

Sì.

Come è stata finora la tua esperienza del Freelancecamp Club? Cosa ti aspetti, cosa vorresti?

Ottima, ho visto grandissime proposte e ho partecipato a due incontri che mi sono piaciuti molto! Mi aspetto di riuscire a partecipare ancora e di trovare risorse nuove da applicare ai miei progetti.

Scegli una canzone che per te rappresenta lo spirito del freelance. Perché hai scelto proprio questa?

L’unica cosa che ascolto quando lavoro è la dubstep di Skrillex, per esempio First Of The Year, che non ha un gran significato se non che mi fa entrare nel flow che ogni freelance cerca per concentrarsi e portare a termine una giornata difficile!

Sararossi.it | LinkedIn

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