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Gente del Freelancecamp: Paola Tartaglino

Scritto da Silvia Versari il 8 Marzo 2021
Paola è una project manager freelance, trasferita da Torino a Barcellona da un anno. Durante il lockdown ha imparato a gestire meglio il tempo e ora sa che sa resistere bene agli imprevisti.

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Mi chiamo Paola Tartaglino, ho vissuto tanti anni a Torino e da un anno circa vivo a Barcellona, ma continuo ad avere rapporti molto stretti con l’Italia.
Grazie alle tante esperienze fatte in passato, oggi offro la mia consulenza a imprese creative, di grandi e piccole dimensioni, così come a singoli professionisti (designer, illustratori e artigiani). Aiuto i miei clienti a fare chiarezza e a impostare le priorità, dal punto di vista strategico e pratico, per esempio nella definizione o nell’ottimizzazione di un progetto, nella gestione dell’e-commerce o nella cura del rapporto con i clienti, con una particolare propensione per il b2b.

Hai una macchina del tempo e ti incontri al tuo primo anno da freelance. Cosa ti dici?

Mi direi che tutto andrà bene e di non ascoltare chi mi diceva di non lanciarmi in questa avventura. Mi direi anche di mollare al più presto le relazioni di lavoro tossiche, anche se non è facile.

Come hai vissuto questo anno di lavoro e tutti i cambiamenti dovuti alla pandemia?

Sorprendentemente bene, al netto dell’ansia e della paura della malattia, per me e i miei cari in Italia.
Durante il lockdown ho investito il tanto tempo libero leggendo e studiando; non appena la situazione è migliorata, a inizio estate, i clienti sono arrivati da soli e ho recuperato in 6 mesi il fatturato di tutto l’anno, lavorando però quasi esclusivamente in fascia oraria 9-18.

Cosa ti porterai dietro di questi cambiamenti anche quando torneremo a poter viaggiare e incontrarci?

A parte aver imparato a non lavorare nel weekend e la sera – salvo rare eccezioni, porterò con me la consapevolezza di resistere bene a imprevisti e cataclismi: alla fine mi sento più forte, credo di più in me stessa e cerco di trasmettere fiducia anche a chi mi sta intorno, creando ambienti di lavoro positivi e ottimisti.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

No.

Perché parteciperai all’edizione online del Freelancecamp? Cosa ti aspetti? Cosa speri che accada?

Non sono mai riuscita, per una ragione o per un’altra, a partecipare al Freelancecamp in spiaggia, anche se l’ho sempre desiderato. Questa edizione online è l’occasione perfetta, nell’attesa di poter tornare finalmente a vederci dal vivo. Mi aspetto di allargare la mia rete di contatti, per scoprire nuovi colleghi con cui magari in futuro collaborare e per ascoltare i contributi di chi parlerà, per trarne ispirazione.

Sei già nel Freelancecamp Club?

Sì.

Come è stata finora la tua esperienza del Freelancecamp Club? Cosa ti aspetti, cosa vorresti?

Per ora mi sono registrata e ho fatto un giro, ma non ho ancora interagito. Spesso mi capita di dover coinvolgere altri professionisti nei miei progetti e penso che il club sarà un’ottima fonte da cui attingere contatti.

Scegli una canzone che per te rappresenta lo spirito del freelance. Perché hai scelto proprio questa?

Don’t stop me now dei Queen, perché rappresenta proprio il mio stato d’animo come freelance: I’m having such a good time!

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