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Gente del Freelancecamp: Chiara Montesi

Scritto da Silvia Versari il 19 Febbraio 2021
Dietro ogni creativa c'è una brava amministrativa. Perché da quando conosco Chiara Montesi io ho smesso di sbattere la testa al muro ogni volta che vedo un acronimo tipo INPS, SPID, IVA; sorrido, tanto ci pensa Chiara. Questa è una dichiarazione d'amore.

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Sono un’amministrativa con la passione per l’informatica che, dopo le esperienze come dipendente prima e socia di uno studio poi, ora si vuol buttare anima e cuore nella carriera solista.
Ho scelto di unire le competenze acquisite in campo fiscale con quelle di docente di informatica, attività parallela da tanti anni, per offrire un duplice servizio ai clienti: alleggerire il carico di burocrazia che spesso rallenta il lavoro del professionista fornendo, anche, gli strumenti informatici per gestirsi e organizzarsi al meglio.

Hai una macchina del tempo e ti incontri al tuo primo anno da freelance. Cosa ti dici?

Credici ed esplora.
Invece per troppo tempo ho continuato a ragionare con la mentalità “statica” del dipendente, rincorrendo le scadenze e togliendo tempo e risorse al progetto finale.

Come hai vissuto questo anno di lavoro e tutti i cambiamenti dovuti alla pandemia?

Premetto che parto da una posizione privilegiata perché il mio settore, quello dell’amministrazione, non si ferma mai e ha risentito meno di altri della crisi.
Il lockdown mi ha trovato anche felicemente sistemata; sono ancora in luna di miele con la mia prima casina da single e lo spazio non mi è mai mancato. Già avevo cominciato a fornire i miei servizi da remoto, è stato come se il karma mi volesse comunicare, in modo forse un poco esagerato, che la strada imboccata era finalmente quella giusta.
Così ho potuto scegliere di vedere solo i lati buoni della pandemia.
All’improvviso tutte le sere erano libere sì, ma anche per studiare e progettare.
La pandemia e il lockdown hanno accelerato d’improvviso l’informatizzazione dello Stato, permettendo di presentare sempre più pratiche e richieste per via telematica.
Ho iniziate nuove collaborazioni con Studi professionali, supportandoli nell’invio divenuto massivo di pratiche e richieste, e nella comprensione dei nuovi percorsi nei siti delle Pubbliche Amministrazioni, fra Spid e smart card.
Questo mi ha permesso anche di potermi mettere a disposizione di amici e colleghi in crisi davanti al Bonus, scoprendo quanta confusione hanno molti professionisti sulla proprio posizione fiscale.

E quindi hai deciso anche di mettere a disposizione questa tua competenza facendo un talk al Freelancecamp…

Sì! Il mio talk sarà “Contribuente consapevole: cosa abbiamo imparato dal Bonus“. La prima parte traccerà la situazione in cui il freelance è arrivato al Bonus: confusione fra liberi professionisti e artigiani/commercianti, fra tasse e contributi, fino a certe affermazioni un po’… sportive dei forfettari. La seconda parte elencherà cosa abbiamo imparato in questo anno: l’utilità dello Spid per comunicare con le PA, dell’Isee per richiedere le agevolazioni, le novità per i forfettari come lo sconto in fattura per le ristrutturazioni.

Cosa ti porterai dietro di questi cambiamenti anche quando torneremo a poter viaggiare e incontrarci?

La lezione, per me, è stata imparare quanto il tempo è prezioso e che le esperienze vanno scelte e non accumulate.
Non più esserci a tutti i costi, ma individuare obiettivi e selezionare tempi e risorse.
Dal punto di vista del lavoro mi ha portato anche la speranza che il lavoro da remoto sia più riconosciuto e che costituisca finalmente un’alternativa valida, anche e soprattutto per superare i confini geografici e sfruttare finalmente le potenzialità dell’Internet.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

Sì.

C’è un talk del Freelancecamp che ti ha insegnato qualcosa di utile che ti è servito durante l’emergenza Coronavirus?

Tutti quelli di Luca Sartoni. :D
Me li riguardo quando mi prende la sindrome dell’impostore, ma ancora sto studiando per imparare a negoziare come lui.

Sei già nel Freelancecamp Club?

Come è stata finora la tua esperienza del Freelancecamp Club? Cosa ti aspetti, cosa vorresti?

Ogni volta è stata fonte di stimoli per ripensare il mio lavoro e aggiungere qualcosa.
L’unico freno finora sono stata io, che continuo a sentirmi un freelance atipico, amministrativa fra un mare di creativi.
Questa è la mia occasione per uscire dal buio. ;)

Scegli una canzone che per te rappresenta lo spirito del freelance. Perché hai scelto proprio questa?

Foo Fighters – “The Pretender
Il ritmo forsennato che serve a farmi ripartire e quel verso: “What if I say I will never surrender”.

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