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Matteo Penazzi, project manager e direttore artistico: “c’è l’ho fatta a non lavorare più sul divano”

Scritto da Silvia Versari il 30 Novembre 2023
La storia di successo di Matteo è quella che racconta nel suo talk: non lavora più sul divano ma in un ufficio, ha imparato a delegare e a non esaurirsi. Ora punta (e ci augura di) lavorare 9 mesi e viaggiarne 3.

Chi sei, cosa fai, a chi puoi essere utile?

Indosso vari vestiti: ideo e scrivo progetti culturali e di promozione del territorio in Italia e all’estero. Faccio bandi, raccolgo fondi, programmo e sono direttore artistico e produttore di progettualità in territori rurali o di eventi e spettacoli in ambienti più glamour. La mia rete di relazioni va dai rappresentanti delle comunità agli amministratori di aziende, banche, fondazioni, Comuni, Regioni, ambasciate e Ministeri (Esteri e Cultura).

Faccio varie cose: nel 2023/2024 faccio il Project Manager per Lugo Music Festival e per la Fondazione World Youth Orchestra di Roma. Promuovo, coordino e dirigo i lavori di promozione, comunicazione e logistica, promozione e direzione artistica. Faccio anche il violinista (classic/rock/flamenco) perché in fondo mi sono diplomato in quello. Fino a oggi ho anche insegnato Musica nelle scuole medie ma non ci sto più con il tempo, nonostante io ami il rapporto coi ragazzi a scuola.

Di solito sono utile perché ho un sacco di idee e posso dire bene la mia su marketing e progettazione. Sono utilissimo a chi vuole un evento musicale: ascolto le necessità e trovo soluzioni, dato un budget; l’ho fatto nel mio paesino (Lugo, RA) ma anche per Expo Dubai, all’aperto in campagne impossibili o in grandi concert hall. In generale sono utile a chi cerca una persona responsabile a cui affidare cose importanti, senza tralasciare i dettagli, anzi, prendendosene cura.

Se dovessi scegliere la tua “storia di successo” che ti è più cara, cosa racconteresti? 

Al momento quella: “Ce l’ho fatta a non lavorare più sul divano” (su cui faccio anche il talk).

E quella che vorresti raccontare fra un anno, perché ancora non ce l’hai fatta ma ci stai lavorando?

Ce l’ho a fatta a non perdere più tempo in cose di lavoro inutili.

Da 1 a 5, quanto sei soddisfattə del tuo lavoro dal punto di vista economico, di gestione del tempo, relazioni umane?

Punto di vista economico: 5/5
Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 4/5
Relazioni umane: 4/5

Nel Freelancecamp online che vorrei c’è un talk che parla di…

Come ce l’ho fatta ad avere più clienti internazionali.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

Sì, certamente.

Tizio, Caia e Francə sono al loro primo Freelancecamp. Cosa dici loro per accorglierl3? Cosa si devono aspettare?

Ciao ragazzi andiamo a prenderci un caffè? E… alla fine: benvenuti e… siete nel posto giusto!

Consiglia a Tizio, Caia e Francə un talk imperdibile degli anni passati. Perché dovrebbero guardarlo assolutamente?

Ah ah! Quello dell’inquinamento digitale e che alla fine la scelta di “non stampare” e anzi “mandare una mail” non è che salvi degli alberi!

Ricordi perché hai partecipato la prima volta?  Cosa cercavi? L’hai trovato o hai trovato qualcosa di diverso? Hai conosciuto qualcunə che continui a frequentare?

Ho partecipato per senso di avventura, incontro, gita e ho firmato un contratto con Chiara Montesi che mi cura l’amministrazione mensilmente…

Scegli una canzone e dedicala a unə freelancecampista (anche a qualcunə che non conosci ma che vorresti conoscere!). Perché hai scelto proprio questa?

Perché un giorno ti auguro di lavorare 9 mesi e viaggiarne 3.

Trovi Matteo su:

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