freelancecamp Marina Romea 2020

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Gente del Freelancecamp: Matteo Figoli

Scritto da Silvia Versari il 21 Agosto 2020
Matteo è un Social Media Strategist, specializzato in advertising (crei contenuti? Lui ti aiuta a diffonderli e valorizzarli). La canzone che ha scelto per musicare lo spirito freelance "rivendica il gioioso anticonformismo che in tanti abbiamo".

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Sono specializzato in pubblicità su Facebook, Instagram e LinkedIn. Aiuto le aziende che già lavorano nel proprio marketing digitale a trovare ordine, metodo e soprattutto risultati nel loro investimento in social advertising.

Aiuto chi si occupa di contenuti (che sia interno alle organizzazioni oppure un freelance esterno) a sfruttare al massimo il potenziale di diffusione del proprio lavoro creativo, co-progettando i contenuti e testando le inserzioni in maniera ordinata.

Lavoro con realtà grandi e piccole, dal brand di costumi Sundek all’associazione di guide turistiche fiorentine Abstrart, modulando il mio intervento rispetto alle possibilità e necessità dei clienti.

Che conseguenze ha avuto e sta avendo l’emergenza Covid-19 sul tuo lavoro?

Inizialmente – e forse istintivamente – diversi clienti hanno diminuito, o addirittura stoppato, il loro investimento in advertising.

Passate le prime 5/6 settimane però ho notato una ripresa e anzi un lieve incremento delle richieste di lavoro e dei budget a disposizione, probabilmente a seguito dell’evidenza dell’imponente “digitalizzazione” di quasi tutti i servizi che avevano subito blocchi da parte delle regole imposte.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

Sì.

Scegli una canzone che per te rappresenta lo spirito del freelance.

Così, d’istinto mi viene da consigliare questa canzone recente del grande Bugo che si chiama “Come mi pare”, e che rivendica il gioioso anticonformismo che in tanti abbiamo.

Oltre al Networking Corner e all’edizione online, c’è qualcosa che potremmo fare per la community?

Una proposta indecente: nei camp (ma non solo) sarebbe interessante invitare uno/due “super ospiti” stranieri, che possano dare una prospettiva più allargata sulle pratiche di freelancing anche negli altri paesi [Pensa la coincidenza, quest’anno abbiamo Barbara Summa! N.d.R.].

C’è un talk del Freelancecamp che ti ha insegnato qualcosa di utile che ti è servito durante l’emergenza Coronavirus?

Quello di Jacopo Romei allo scorso freelance camp di Roma: ”Extreme Contracts: Guadagnare di più, lavorando come ci pare”

Mi ha dato uno spunto sull’importanza di accordi variegati e centrati sulle esigenze dei clienti, contro ogni istinto a “burocratizzare” le proposte. Ho poi avuto modo di approfondire molto direttamente con l’autore e con il suo libro, e in parte le sto mettendo in pratica.

LinkedIn

matteofigoli.it

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