freelancecamp Marina Romea 2019
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Verso il #Freelancecamp Marina Romea: Nadia Malangone

Scritto da Silvia il 19 Aprile 2019
Nadia è freelance da pochi mesi, dopo tanti anni in agenzia. Viene per combattere la sua timidezza, per incontrare alcune delle persone che ispirano il suo lavoro e per "far succedere cose".

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Sono Nadia Malangone, consulente web e social media marketing.
Sono mamma di due ragazzi che mi spiegano come funziona “davvero” il web, tra YouTuber e star di Tik Tok (sigh).
Dipendo dal caffè – ovviamente da bere amaro – colleziono taccuini e penne.
Potrei essere d’aiuto a chi ha domande su Facebook Business Manager (che amo come pochi altri al mondo) e su come integrare i social in una strategia di comunicazione e marketing.

Qual è stato il giorno più bello della tua vita da freelance? E perché?

Il primo giorno da freelance, quando ho inviato i miei saluti ad alcuni dei clienti gestiti in agenzia negli ultimi anni. Le loro risposte, la stima e l’affetto che mi hanno mostrato sono state vera benzina e mi hanno confermato che avevo fatto la scelta giusta. Poi anche tutti i venerdì in cui decido di prendermi un pomeriggio libero, sapendo che lavorerò sabato mattina. I venerdì pomeriggio sono davvero felici.

Quest’anno al Freelancecamp ci saranno momenti dedicati espressamente a conoscerci meglio; chi vorresti incontrare?

Giorgio Minguzzi, Enrico Marchetto, Luigi Centenaro, Miriam Bertoli. Fatemi anche abbracciare Gianluca Diegoli e Alessandra Farabegoli però.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

No, è la prima volta.

Bene! E noi siamo proprio felici di conoscerti.
Da quanto tempo lavori come freelance? È stata una tua scelta o un obbligo? Torneresti indietro?

Sono freelance da un anno, per scelta.
Dopo diversi anni in agenzia e un evento personale che mi ha segnata, ho sentito l’esigenza di riprendere il controllo dei miei tempi di vita e lavoro.
Per adesso sono davvero felice della mia scelta. Ho ancora qualche problema con la gestione contabile, ma ho sposato un commercialista anche per questo :)

Perché vieni al Freelancecamp?

Freelancecamp lo seguo da sempre… credo di essere freelance nell’anima da diversi anni. Vengo per vincere la mia congenita “timidezza” (sono una social media cosa asociale), per incontrare alcune delle persone che ispirano il mio lavoro e per “far succedere cose”.

Qual è la cosa migliore che potrebbe accaderti al Freelancecamp? E la peggiore?

La migliore sarebbe riuscire a conoscere un po’ di persone che stimo.
La peggiore? Non riuscire ad andare oltre un timido “Ehm, piacere sono Nadia e vengo da Salerno”.

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