freelancecamp Marina Romea 2019
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Verso il #Freelancecamp Marina Romea: Lorenzo Fracassi

Scritto da Silvia il 12 Marzo 2019
Lorenzo è al suo primo Freelancecamp. Appartiene a una categoria che si sta sempre più espandendo: quella degli slash workers.

In poche righe: chi sei, cosa fai e a chi puoi essere utile.

Giornalista/slash/web designer/slash/tecnico WordPress/slash/ etc., da sempre freelance e, come si è capito, slash worker. Da una parte collaboro con la Gazzetta di Mantova, dall’altra sono l’anima “tecnica” di A Cup of Web, attività di web marketing che condivido felicemente con mia moglie Elena. Sempre molto curioso, piuttosto “nerd”, ho un debole per mappe, cartine e mezzi di trasporto. Posso essere utile a chiunque voglia scambiare due parole su WordPress o su un qualsiasi quesito tecnico e nerd.

Qual è stato il giorno più bello della tua vita da freelance? E perché?

Quando mi sono reso conto che ogni centesimo che arriva dal lavoro viene solo da me dal mio impegno, dalla mia passione, e che vivere grazie a questo è la cosa più bella che ci sia. E che fa dimenticare di quei periodi pesanti e di quelle giornate infernali che ogni freelance conosce purtroppo piuttosto bene.

Quest’anno al Freelancecamp ci saranno momenti dedicati espressamente a conoscerci meglio; chi vorresti incontrare?

Un po’ di persone le conosco già, chi di persona, chi di vista, vorrei che questo camp fosse l’occasione per condividere qualcosa di più che un fugace incontro a uno dei vari meetup e ovviamente fare nuove conoscenze.

Hai già partecipato al Freelancecamp?

No, è la prima volta.

Bene! E noi siamo proprio felici di conoscerti.
Da quanto tempo lavori come freelance? È stata una tua scelta o un obbligo? Torneresti indietro?

Ufficialmente da fine 2015, ma di fatto dopo aver fatto diversi lavoretti ho iniziato come giornalista freelance nel 2014.

Perché vieni al Freelancecamp?

Per fare comunella con gli altri freelance, già mi piace andare ai vari meetup (Freelance, WordPress, etc.), come per il WordCamp di WordPress, il Freelancecamp me lo immagino come un mega-meetup al cubo.

Qual è la cosa migliore che potrebbe accaderti al Freelancecamp? E la peggiore?

La cosa migliore è trovare forza e rianimarsi dal fare gruppo. La cosa peggiore rimanere in disparte e non riuscire a legare, vuoi per timidezza o per stanchezza.

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