Buongiorno Marco, prima di tutto raccontaci qualcosa di te e del tuo ruolo in Banca Etica
Conosco e seguo Banca Etica fin dal tempo della sua costituzione, ma solo dall’ottobre 2022 ne faccio parte come socio e lavoratore. In passato ho avuto esperienze professionali nel campo del commercio equo e solidale e nel settore assicurativo rivolto al Terzo settore, occupandomi di promozione e comunicazione.
Ho sviluppato una esperienza lavorativa di lunga durata, poi, in ambito fondi sanitari e welfare aziendale, che mi ha permesso di avvicinare professionalmente Banca Etica come fornitore con l’ente per cui lavoravo per poi entrarvi direttamente, contribuendo ad arricchire la proposta di bancassicurazione già presente. Giornalista pubblicista, campione di tennis mancato, due figli splendidi, una compagna che dà il senso ad ogni giorno, troppo poco viaggiatore, mostre d’arte e letture mi fanno compagnia.
La “cura” è al centro di questa edizione del Freelancecamp Veneto. Cosa significa per te, cura?
“I care” di don Milani rappresenta un must, un programma e modello di concretezza. Possiamo declinare in molti modi questo “imperativo”, nel quotidiano, con ciascuno. Prendersi cura di qualcosa o di qualcuno è attenzione, approfondimento, ascolto, com-partecipazione, vicinanza anche nel silenzio: esserci, in una parola.
Ci hai raccontato che ti occupi di welfare. Puoi spiegare in poche parole che cos’è il welfare?
Il welfare è una dimensione, concreta, che deve favorire il benessere delle persone. “Bene stare” dal punto di vista della salute, delle condizioni per una vita da vivere in modo dignitoso da ragazzi, giovani e poi da anziani, con accessi facilitati alle varie forme di conoscenze per una crescita intellettiva e umana la migliore possibile. Compito dello stato sociale eliminare gli ostacoli a questi percorsi, come indica la nostra Costituzione; ma anche onere di Imprese e cittadini tutti facilitare sostenere questi obiettivi.
In che modo Banca Etica interpreta il concetto di cura nel suo approccio al welfare, sia verso i dipendenti che verso clienti e stakeholder?
Banca Etica ha da sempre grande attenzione al benessere dei propri collaboratori. Strumenti di protezione, previdenziali, per la salute, strumenti incentivanti e di premialità, lavoro agile ma anche formazione, politiche di attenzione alle diversità, rimozione di ostacoli per le minoranze, survey sul benessere in azienda ed altre ancora sono tutte modalità che concorrono a creare valore aggiunto, andando ben oltre agli obblighi definiti nel contratto di lavoro. E’ un patto a due banca – persona lavoratrice, vincente per entrambi.
Strumenti di welfare in ambito protezione, previdenza e salute, gestiti da parte selezionati, coerenti con la mission di BancaEtica, sono messi poi anche a disposizione dei soci e clienti, con una consulenza mirata ad accompagnarli nella scelta di ciò che serve davvero e non di ciò che permette business.
3 cose che un freelance deve assolutamente sapere a proposito di welfare
- La costruzione del proprio benessere passa da scelte fatte oggi perché abbiano un ritorno positivo domani
- investire sul proprio “star bene” non è sottrarre risorse ad altre necessità più impellenti: si possono fare passi adeguati alle possibilità e modularli nel tempo
- il welfare di oggi in parte e certamente quello di domani vede la persona pro attiva, protagonista nelle scelte, minimamente a conoscenza degli strumenti a disposizione.
… e 3 cose che deve assolutamente fare
- Prendere conoscenza del bisogni e difendere il proprio”star bene”
- individuare un consulente adeguato a costruire una rete di strumenti di welfare a misura della persona
- telefonare a Banca Etica e prenotare un appuntamento!
Grazie Marco, ci vediamo a Padova il 23 maggio.
