freelancecamp Freelancecamp 2016
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Verso il #freelancecamp:
Giacomo Mason

Scritto da Silvia Versari il 25 Luglio 2016
Giacomo è un consulente manageriale ma anche - come recita la bio di twitter - un guru a sua insaputa

 

Che lavoro fai?

Il consulente e il formatore sui temi delle intranet, delle community, della comunicazione interna, della presentazione efficace.

Anche se recentemente preferisco dire che sono un consulente manageriale, non tanto per mancanza di senso delle misure, ma perché alla fine si tratta davvero di dare dei buoni consigli organizzativi ai manager delle aziende. Il resto sono dettagli tecnici (che però fanno la differenza).

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

È stata una scelta, anche se guardando le cose con attenzione non capisci mai dove è inizia la scelta e dove finiscono le condizioni a contorno.

In ogni caso, ero un dipendente che più dipendente non si può, con buste paga, buoni pasto, assicurazione integrativa, premio di produttività, colleghi che vedi tutti i giorni, capi dei capi dei capi a cui rendere conto, badge, tornelli, mensa. Avrei potuto continuare così per altri 20 anni, prima di finire al manicomio.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 10
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 6
  • Relazioni umane: 8

Cosa vuoi fare da grande?

Vorrei riuscire a migliorare sempre di più il mio rapporto tra qualità del lavoro e qualità della vita. Non lavoro per espandere, ma per approfondire.

Il tuo speech per il Freelancecamp è “Dall’azienda al freelance e ritorno. Il lungo addio ai buoni pasto”.

Parlerò delle 5 o 6 cose che ho capito in 11 anni da freelance (dopo averne fatti 14 da dipendente).

 

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