freelancecamp Roma 2018
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La nuova fotografa ufficiale del #Freelancecamp Roma: Marina Pavido

Scritto da Silvia il 8 ottobre 2018
Siamo rimasti senza fotografo ufficiale a 3 giorni dal camp. Ma ecco che arriva Marina - fotografa, critico cinematografico e presidente di un circolo di cinema - e ci salva. Amatela anche voi come la stiamo amando noi.

Che lavoro fai?

Oltre a tentare di farmi strada nell’ambito della fotografia, collaboro con diverse riviste come critico cinematografico e, al contempo, organizzo rassegne cinematografiche e tengo corsi di storia del cinema presso circoli e associazioni (sono presidente di un cineclub).

Lavori da freelance?

Principalmente sì.

Lavorare da freelance è stato (ed è) un obbligo o una scelta?

Entrambe le cose. Se, infatti, in campi come il mio, al giorno d’oggi, è molto più frequente lavorare come freelance rispetto al passato (con tutte le difficoltà del caso), dall’altro la possibilità di poter scegliere ciò per cui si è principalmente portati e di poter gestire al meglio la propria vita non ha prezzo.

Da 1 a 10, quanto ti soddisfa il tuo lavoro per quel che riguarda:

  • Aspetti economici: 5.
  • Gestione dei tempi di vita e di lavoro: 8
  • Relazioni umane: 7.

Come ti vedi fra 5 anni? E fra 20?

Allora… tra 5 spero di aver fatto partire alcuni progetti in cantiere e, nel frattempo, di aver consolidato al meglio ciò a cui sto attualmente lavorando.

Tra 20? Bella domanda! Con qualche certezza in più rispetto al presente, quello spero proprio di sì!

Perché vieni al Freelancecamp Roma?

Un’amica carissima mi ha fatto scoprire questa bellissima realtà e credo che possa essere, oltre a una fonte inesauribile di spunti, anche un’ottima iniezione di sicurezza e di coraggio per me che ho ancora tanta strada da fare.

E ora, giochiamo un po’.

  • Che libro non può mancare nella biblioteca dei freelance? Più che un manuale di formazione direi qualcosa come “L’Elogio della Follia” di Erasmo da Rotterdam (perché serve sempre un pizzico di follia quando si vuol intraprendere progetti importanti) e “Farenheit 451” di Ray Bradbury (per non perdere mai di vista noi stessi e l’importanza della cultura).
  • Quando viaggi per lavoro, cosa non può mancare nel tuo bagaglio a mano? Un tempo non lo avrei mai detto, ma… il mio computer (se non devo lavorare, nel tempo libero trovo sempre l’occasione per vedere qualche bel filmetto!).
  • Quale app vorresti cancellare dal tuo smartphone? Mah, diciamo che già di mio ho soltanto le app essenziali, per non dire basilari… però posso dire a quale app non rinuncerei mai: il mio meraviglioso contapassi (sono una camminatrice folle!).
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Pagina FB Circolo del Cinema la Carrozza d’oro

 

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