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Arbos sostiene il Freelancecamp: Barbara Lago

Scritto da Alessandra il 6 Novembre 2020
Se hai partecipato a un Freelancecamp anche tu avrai fatto wow! quando hai visto il quaderno (o l'astuccio) dentro la welcome bag. Da anni ci affidiamo ad Arbos per realizzarli, perché hanno cose bellissime e realizzate come piace a noi.

Ciao Barbara, sono molto felice che Arbos sia ancora con noi al Freelancecamp, e anche di averti convinta a farti intervistare per il nostro blog. Ci racconti qualcosa di te e del tuo lavoro in Arbos?

Ciao Alessandra, è un piacere essere qui con voi. Posso dire che sono molto Arbos… Pensa che ho cominciato a lavorare qui a settembre di 28 anni fa, finite le superiori: praticamente una vita! Questo succede quando il tuo lavoro diventa anche la tua passione e credi davvero in quello che fai.
Un po’ come i freelance, chi lavora nelle aziende artigiane è per definizione multitasking, ma il mio ruolo principale è il commerciale. 

Che impatto ha avuto e sta avendo il Coronavirus su Arbos, sia in termini organizzativi che di business?

Purtroppo la pandemia ha creato difficoltà all’azienda ma un po’ alla volta ci stiamo riprendendo. La vendita dei nostri prodotti a marchio avviene principalmente attraverso i negozi, che tra chiusure ed e-commerce stanno soffrendo molto. Anche i prodotti promozionali realizzati per le aziende hanno subito un forte rallentamento perché tutte le iniziative come fiere, meeting e incontri sono saltati o sono stati rimandati.
In questi mesi, come tutti del resto, abbiamo cercato di utilizzare gli strumenti del digitale ma in fondo siamo della vecchia scuola e la stretta di mano è ancora importante. Il lavoro di Arbos è molto “analogico”. Riporta le persone a riscoprire i sensi e a prendersi del tempo: toccare, annusare, scoprire i materiali e i concept legati all’ambiente e al design è quello che rende speciale l’acquisto di un prodotto Arbos

Hai mai lavorato da freelance tu stessa?

No, non sono mai stata una freelance. Ma come dicevo prima, lavorare in piccole realtà un po’ ci assomiglia. E poi sono figlia di genitori artigiani… del mitico nord est! Sapere che devi darti da fare per sbarcare il lunario fa parte della mia educazione fin da piccola.

Tu non sei mai venuta di persona a un Freelancecamp; come ci vedi da fuori?

I freelance sono delle risorse importantissime, soprattutto per realtà produttive medio piccole. Mentre nelle aziende grandi le competenze possono essere formate all’interno dell’organizzazione stabile, nelle aziende piccole questo non è possibile per mancanza di risorse. Il livello richiesto anche a noi “piccoli” però è tarato sulle “grandi”: non si fanno sconti!

Comunicazione, digitalizzazione, marketing per citarne solo alcune, sono competenze necessarie a tutti indipendentemente dalla dimensione.
Mettere in rete competenze di qualità è l’unica strada per i piccoli per riuscire a navigare e stare a galla! E questo è possibile solo grazie al lavoro dei freelance. Oggi più che mai è necessario fare squadra, creare sinergie; superare un approccio individuale per favorire reti, connessioni e condivisioni.

Se tu dovessi esprimere un desiderio per il 2021?

Credo che l’anno della pandemia abbia dato a tutti la consapevolezza che il mondo è piccolissimo e che quello che succede a migliaia di chilometri di distanza in realtà è più vicino di quanto possiamo pensare. Per esprimere il desiderio faccio mio lo slogan delle aziende B-Corp: #UnlocktheChange.
Un mondo più sostenibile è davvero possibile, da subito, con il contributo di tutti.   

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