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Foto di Alessandra Farabegoli

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Alessandra Farabegoli: “il Freelancecamp è un bagno di energie, affetto, condivisione”

Scritto da Silvia Versari il 26 Aprile 2023
Alessandra, con Gianluca Diegoli e Miriam Bertoli, è l'ideatrice del Freelancecamp, che non è più solo un evento, ma una community reale, che si sostiene, impara e insegna. C'è ancora qualcunə che non la conosce? Ma anche chi la conosce magari non sa cosa canterebbe al karaoke...

Chi sei, cosa fai, a chi puoi essere utile?

Prima di tutto, sono una delle tre persone che nel 2012 hanno avuto l’idea di far nascere il Freelancecamp. Quell’anno io Gianluca Diegoli e Miriam Bertoli avevamo da poco iniziato a lavorare da indipendenti, e spesso ci confrontavamo per capire come farlo al meglio.
Da lì è nata questa community, che è una delle cose a cui sono più orgogliosa di aver contribuito.
Freelancecamp a parte, io lavoro dalla fine degli anni ’90 nel digitale e negli ultimi anni mi sono dedicata soprattutto all’email marketing, e finalmente, da quando ho fondato l’agenzia Palabra, ora faccio solo quello: email marketing e email automation.

Finalmente ci vediamo dal vivo! Cosa ti aspetti da questo incontro? 

Rivedersi al Freelancecamp è sempre un bagno di energie, affetto, condivisione.
Dopo tanti anni, sono ogni volta curiosa di incontrare chi arriva per la prima volta, e naturalmente rivedere persone che nel tempo sono diventate amicizie preziose è impagabile.

Ci dici qual è per te l’aspetto migliore dell’essere freelance? E l’aspetto peggiore?

Per me l’autonomia e l’indipendenza sono valori importantissimi, io sono un cane sciolto da sempre e le organizzazioni troppo “pesanti” mi fanno strippare. In realtà però sono anche un essere molto sociale e mi piace collaborare con altre persone: deve essere nel contesto di un’organizzazione agile e leggera, pronta a evolvere in modo fluido.
Non sono da tempo una “freelance pura”, perché ho fondato piccole società insieme a persone che sentivo e sento affini e compatibili al mio modo di lavorare: prima Digital Update insieme a Gianluca Diegoli, e ora Palabra, con Marco Ziero e Nicole Zavagnin.
Ma lo spirito con cui lavoriamo è molto affine a quello di chi è freelance.
L’aspetto peggiore: beh, l’assenza di reti di sicurezza. Mi rendo conto che per certe persone questo è un problema insormontabile, o che la disponibilità al rischio possa cambiare in momenti diversi della vita.

Metti che facciamo una banca del tempo dei freelance: cosa offri e cosa cerchi?

Non ce la farei proprio a mettere del tempo in una banca del tempo dei freelance, sai?
Sto cercando di smettere (di lavorare tanto), e il mio “budget community freelance” lo spendo tutto nel freelancecamp. Che peraltro mi ha sempre restituito tantissimo. <3

Nel Freelancecamping che vorrei c’è un talk che parla di…

Gestione del tempo e degli spazi, non si impara mai abbastanza.

Cosa vorresti oltre ai talk, le gite, le passeggiate, le grigliate, la spiaggia…?

Disponibilità a metterci del proprio e organizzare iniziative e gruppi locali.

Tizio, Caia e Francə sono al loro primo Freelancecamping. Dai un consiglio per rompere il ghiaccio.

Rispondete all’intervista, fate domande, non abbiate paura a sedervi vicino alle persone che vi sembrano interessanti e presentarvi. Siamo tutti e tutte felici di vedere facce nuove nella community!

Se facessimo il karaoke (che ti assicuro, non faremo!) che canzone canteresti e con chi? Non lo faremo mai, quindi scatena la fantasia in tranquillità :-D

Se è per fare il karaoke e quindi divertirsi senza pudore, allora scelgo “Mille” di Fedez (ma voglio dei baldi giovanotti come partner).

Trovi Alessandra su:

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